Studio MultiProfessionale Colli Portuensi Roma https://studiomultiprofessionale.it Studio MultiProfessionale Colli Portuensi Roma Sun, 27 Oct 2019 09:41:47 +0000 it-IT hourly 1 Opponibilità della scrittura privata al fallimento ex art. 2704 https://studiomultiprofessionale.it/opponibilita-della-scrittura-privata-al-fallimento-ex-art-2704/ https://studiomultiprofessionale.it/opponibilita-della-scrittura-privata-al-fallimento-ex-art-2704/#respond Sun, 27 Oct 2019 09:41:47 +0000 http://studiomultiprofessionale.it/?p=3091 La valutazione in merito all’applicabilità o meno al curatore fallimentare del disposto dell’art. 2704 c.c., comporta il preliminare accertamento della sua qualità di parte o di terzo nel rapporto controverso, atteso che l’applicazione della su citata norma è prevista solo nel secondo caso.

Su tale questione la Suprema Corte di Cassazione ha statuito che il curatore fallimentare che agisca in giudizio per ottenere il pagamento di una somma già dovuta al fallito ovvero la ripetizione di quanto dal medesimo indebitamente pagato in epoca antecedente all’apertura del fallimento, esercita un’azione rinvenuta nel patrimonio del fallito stesso, collocandosi nella medesima sua posizione sostanziale e processuale.

In tali ipotesi, infatti, quel curatore non agisce in sostituzione dei creditori ai fini della ricostruzione del patrimonio originario del soggetto fallito e, quindi, nella veste processuale di terzo, ma esercita un’azione rinvenuta nel patrimonio di quest’ultimo (trattandosi di azione che questi, quand’era in bonis, avrebbe potuto ugualmente esercitare) ponendosi conseguentemente nella sua stessa posizione sostanziale e processuale, nella posizione cioè che egli avrebbe avuto agendo in proprio al fine di acquisire al suo patrimonio poste attive di sua spettanza già prima della procedura concorsuale ed indipendentemente dal dissesto verificatosi.

Ne consegue che il terzo convenuto in giudizio dal curatore può a questi opporre legittimamente tutte le eccezioni che avrebbe potuto opporre all’imprenditore fallito, ivi comprese le prove documentali da questi provenienti, senza i limiti di cui all’art. 2704 c.c.

Secondo l’orientamento giurisprudenziale ormai consolidato, quindi, pur essendo il linea generale il curatore, quale organo del fallimento, terzo rispetto agli atti compiuti dal fallito, ciò non esclude che quando intraprenda un’azione di credito di spettanza di quest’ultimo, egli venga a trovarsi nella medesima situazione processuale in cui si sarebbe trovato il curatore, con conseguente inapplicabilità dell’art. 2704 c.c. sulla data certa delle scritture private.

Luisa Pellegrino – Avvocato

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Furto del bancomat ed illecito prelievo. Come comportarsi per ottenerne la restituzione da parte dell’Istituto di Credito https://studiomultiprofessionale.it/furto-del-bancomat-ed-illecito-prelievo/ https://studiomultiprofessionale.it/furto-del-bancomat-ed-illecito-prelievo/#respond Sun, 27 Oct 2019 09:39:00 +0000 http://studiomultiprofessionale.it/?p=3088 In caso di furto del bancomat e successivo illecito prelievo il danneggiato, previa apposita denuncia, dovrà rivolgere al relativo Istituto di Credito istanza di restituzione dell’importo illecitamente prelevato.

In gran parte dei casi l’Istituto respinge l’istanza, “accusando” il Cliente di violazione del dovere di custodia degli strumenti di pagamento.

Previo specifico reclamo sul punto, tanto in caso di mancato riscontro che di riscontro negativo, il Cliente potrà presentare ricorso, anche dinanzi all’Arbitro Bancario Finanziario, tenendo conto dei seguenti principi.

  1. Secondo la normativa vigente, spetta all’intermediario fornire l’adeguata prova della violazione gravemente colposa degli obblighi gravanti sull’utilizzatore di strumenti di pagamento.

Su tale punto il consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità e del su citato Arbitro afferma che la “colpa grave” è costituita da una straordinaria ed inescusabile imprudenza, negligenza o imperizia, la quale presuppone che sia stata violata non solo la diligenza ordinaria del buon padre di famiglia di cui all’art. 1176, 1 comma, c.c., ma anche quel grado minimo ed elementare di diligenza generalmente osservato da tutti (cfr. Cass. civ., 19 novembre 2001, n. 14456; ABF, Collegio di Milano, dec. n. 40/2012; n. 2310/2011; Collegio di Roma, dec. n. 2157/2011; n. 712/2010). Si tratta, in altri termini, non semplicemente di una condotta che sia contraria ai presidi minimi di attenzione normalmente richiesti ai consociati, laddove utilizzino strumenti di pagamento, bensì di un comportamento abnorme ed, in quanto tale, non scusabile.

E proprio in conformità a tale orientamento si è statuito che, nel caso di uso illegittimo di una tessera bancomat, la società di servizi che eccepisca la colpa concorrente del titolare per difettosa custodia del codice personale, ha l’onere di provare concretamente sia la negligenza, la quale pertanto non può ritenersi “in re ipsa” per il solo fatto che una tessera bancomat, dopo il furto, sia stata utilizzata per prelevare facendo uso del Pin, essendo del resto possibile ricavare illecitamente il Pin necessario per effettuare prelievi dal conto corrente altrui anche mediante appositi strumenti informatici; sia di aver predisposto adeguati sistemi per evitare l’illecita intromissione da parte di terzi per carpire i codici di utilizzo.

Sempre in conformità al su richiamato orientamento è stato, inoltre, deciso che, in assenza di un quadro probatorio che porti ad escludere l’impossibilità di ottenere il Pin a mezzo di strumenti fraudolenti, si deve concludere che il cliente si sia comportato correttamente e che il Pin sia stato carpito dal sistema da parte di colui che ha sottratto la tessera, senza che la banca abbia apprestato gli adeguati sistemi per impedirlo (Trib. Padova Sez. II, Sent. 22.03.2017).

Ed ancora. In attuazione dei suesposti principi è’ stato, altresì, statuito che non può presumersi che il furto ed il successivo prelievo dal conto siano sempre la diretta conseguenza dell’incuria, da parte del titolare, nella conservazione delle carte e del Pin, essendo comunque necessaria una prova concreta in tal senso fornita dalla banca (Giudice di Pace Milano, Sent. 12057/2015).

Altrettanto consolidati sono, inoltre, i principi disposti in materia dal suddetto Arbitrato e dal Collegio di Coordinamento, secondo i quali non può ritenersi provata, neppure in via presuntiva, la colpa grave dell’utilizzatore sulla base dei soli utilizzi fraudolenti in tempi alquanto ravvicinati rispetto al furto; vi è, infatti, la necessità che siano esaminati, in relazione alla concreta fattispecie di volta in volta posta al vaglio dell’Arbitro, ulteriori elementi di fatto che siano – per l’appunto – gravi, precisi e concordanti e in relazione ai quali vi sia un elevato grado di probabilità che detti utilizzi fraudolenti siano ascrivibili alla condotta gravemente colposa dell’utilizzatore, il quale con il proprio comportamento abbia causalmente contribuito al verificarsi dell’evento (Collegio di Coordinamento-Decisione n. 6168 del 29 novembre 2013; Collegio di Milano – Decisione del 25/10/2018)

Nel caso, quindi, in cui l’intermediario si limiti a fornire argomentazioni astratte, la prova certa e concreta sulla “grave colpa” del Cliente è da ritenere non raggiunta.

  1. E’ altresì a carico dell’intermediario la prova dell’adozione di idonei sistemi di sicurezza tali da garantire l’efficace protezione dei propri clienti dall’utilizzo indebito del bancomat conseguente al suo furto.

In caso in cui si invochi il servizio sms-Alert, l’ormai consolidato orientamento anche dei Collegi territoriali ha statuito che l’attivazione di tale servizio costituisce un onere gravante direttamente sull’intermediario, a prescindere dal fatto che il cliente ne abbia o meno richiesto l’attivazione. Più precisamente, si ritiene che la mancata attivazione del servizio di “sms-Alert” costituisce una carenza organizzativa imputabile all’intermediario resistente il quale, data la natura di misura di sicurezza del sistema di sms Alert, non dovrebbe limitarsi a proporlo al cliente ma dovrebbe adottarlo in modo generalizzato. Unica valida alternativa, la produzione di una specifica dichiarazione liberatoria del cliente che non intenda avvalersi di tale servizio (cfr. Coll. Roma – Dec. 7976/2016; Coll. Roma – Dec. n. 15447/2018; Coll. Palermo – Dec. n. 13205/2017; Coll. Roma- Dec. n. 5953/2014).

La conoscenza della materia e degli aggiornamenti, consentono allo Studio Legale di assistere il Cliente in ogni singola fase della procedura ovvero dalla denuncia, alla lettera di reclamo, alla presentazione telematica del ricorso all’Arbitrato Bancario Finanziario, all’azione presso la competente Autorità Giudiziaria.

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Termine di prescrizione delle pretese contributive https://studiomultiprofessionale.it/termine-di-prescrizione-delle-pretese-contributive/ https://studiomultiprofessionale.it/termine-di-prescrizione-delle-pretese-contributive/#respond Wed, 16 Oct 2019 08:53:01 +0000 http://studiomultiprofessionale.it/?p=3074 Con la sentenza n. 3438/2019 il Tribunale di Roma – Sezione Lavoro, in accoglimento del ricorso promosso dallo Studio Legale, ha confermato l’orientamento giurisprudenziale in forza del quale le pretese contributive si prescrivono nel termine breve di cinque anni.

Nel caso di specie, la ricorrente aveva proposto opposizione avverso l’intimazione di pagamento, a cui erano sottese cartelle relative a crediti di natura previdenziale ed assistenziale, deducendo che tra la data di asserita notifica delle cartelle e quella di notifica dell’intimazione di pagamento oggetto di giudizio era ampiamente decorso il termine quinquennale previsto dalla l. n. 335/1995, non interrotto da alcun atto prodotto in giudizio dalla Agenzia delle Entrate-Riscossione, anzi rimasta contumace.

Oltre a confermare l’applicabilità della legge n. 335/1995, il Tribunale ha richiamato la sentenza n. 23397/2016 della Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite con la quale si è definitivamente stabilito che le pretese contributive si prescrivono nel termine “breve” di cinque anni, eccetto nei casi in cui la sussistenza del credito sia stata accertata con sentenza passata in giudicato o a mezzo di decreto ingiuntivo.

In tale decisione la Suprema Corte, nell’interpretare l’art. 2953 c.c. “con riguardo specifico all’operatività o meno della […] conversione del termine prescrizionale breve in quello ordinario decennale” e nel valutare se la prescrizione breve (5 anni) “sia applicabile anche nelle ipotesi in cui la definitività dell’accertamento del credito derivi da atti diversi rispetto ad una sentenza passata in giudicato”, ha ritenuto che la stabilizzazione del credito produce “soltanto l’effetto sostanziale della irretrattabilità del credito” e non anche “la conversione del termine di prescrizione breve[…] in quello ordinario decennale”.

La Corte di Cassazione ha, quindi, sul punto affermato che la conversione della prescrizione breve a decennale è possibile “soltanto per effetto di sentenza passata in giudicato, oppure di decreto ingiuntivo che abbia acquisito efficacia di giudicato formale e sostanziale”.

Di fatto la sentenza ha chiarito che l’omessa impugnazione di un provvedimento accertativo o esattoriale non può concedere, all’atto in oggetto, di acquistare “efficacia di giudicato”, giacchè i citati atti sono “espressione del potere di autoaccertamento e di autotutela della P.A.”.

Per tale ragione, “l’inutile decorso del termine perentorio per proporre opposizione, pur determinando la decadenza dell’impugnazione, non produce effetti di ordine processuale […] con la conseguente inapplicabilità dell’art. 2953 c.c. ai fini della prescrizione”.

In conclusione, la trasformazione da prescrizione quinquennale in decennale si perfeziona soltanto con l’intervento del “titolo giudiziale divenuto definitivo” (sentenza o decreto ingiuntivo).

 

Lo Studio Legale fornisce assistenza anche nei procedimenti aventi ad oggetto cartelle relative a crediti di natura previdenziale ed assistenziale nonché nella procedura di recupero delle somme di cui alla eventuale sentenza di condanna a carico dell’Agenzia delle Entrate- Riscossione.

Luisa Pellegrino – Avvocato

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Come Creare Un Sito Web Di Successo? https://studiomultiprofessionale.it/come-creare-un-sito-web-di-successo/ https://studiomultiprofessionale.it/come-creare-un-sito-web-di-successo/#respond Sat, 03 Aug 2019 12:26:52 +0000 http://studiomultiprofessionale.it/?p=3025 Creazione e realizzazione di un sito web

Creare un sito web è ormai diventata una necessità primaria per tutte le Aziende e attività commerciali. Molti imprenditori hanno deciso di avviare il proprio portale web già da tanti anni e questo può rappresentare un ostacolo per tutte le giovani Aziende: riuscirò mai ad ottenere buoni risultati rispetto a chi ha lanciato il proprio business online 10 o addirittura 20 anni fa?

Ricordiamo le parole di Philip Kotler, padre del Marketing moderno:

L’unico vantaggio competitivo sostenibile consiste nella capacità di apprendere e di cambiare più rapidamente degli altri.

Dunque, la chiave per il successo online risiede soltanto nella velocità di apprendimento? Certo che no. È importante anche identificare la propria nicchia di mercato e comprendere le necessità dei propri clienti, come anche le necessità dei futuri potenziali clienti ottenuti grazie alle campagne di Web Marketing.

Di seguito puoi trovare un semplice VADEMECUM per lanciare il tuo business online:

I 10 COMANDAMENTI PER LA CREAZIONE DI UN SITO WEB DI SUCCESSO

  1. NAMING
  2. PAROLE CHIAVE
  3. TESTI E CONTENUTI
  4. RECENSIONI DEI CLIENTI
  5. OTTIMIZZAZIONE DEL CODICE HTML5
  6. STRATEGIA SEO PER I CONTENUTI DEL SITO WEB
  7. UX E UI DESIGN
  8. MONITORAGGIO
  9. CALL TO ACTION
  10. ENGAGEMENT

NAMING:

Il naming è un fattore critico di successo per un’Azienda. Infatti, aiuta utenti e clienti ad identificare immediatamente i tratti caratteristici del tuo business e restituisce un’immagine fedele dei prodotti e/o servizi offerti.

È importante partire dal proprio settore merceologico, per poi analizzare non solo i prodotti e/o servizi offerti, ma anche il messaggio che vuoi comunicare attraverso il tuo nome di brand e logo.

Se stai cercando un’Azienda di comunicazione per i seguenti servizi:

  • analisi di mercato
  • ricerche di Marketing
  • ricerche di mercato settoriale
  • studio del brand
  • naming e logo creation
  • analisi dei competitor

puoi rivolgerti alla Società imprendo.io

Naming e logo design

PAROLE CHIAVE

Avrete sentito parlare tantissime volte delle famose Keywords.

Come mai sono così importanti? E perché dovrei effettuare uno studio approfondito?

Le parole chiave sono fondamentali per il posizionamento del tuo sito web sui motori di ricerca. Servono infatti ad indicare a Google, Bing, Yahoo… quali siano le parole che identificano la tua attività commerciale. Grazie alle parole chiave, sarai in grado di inserire il tuo sito web nella SERPSearch Engine Result Page – e di conseguenza, di ottenere nuovi clienti.

Se hai bisogno di un’Azienda di Marketing per i seguenti servizi:

  • ricerca di parole chiave
  • analisi di parole chiave
  • analisi e ricerca dei competitor

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Ricerca Parole Chiave Keyword Research

 

TESTI E CONTENUTI

Di norma, i contenuti e i testi da inserire in un sito web vengono sottovalutati per la fretta di pubblicare un sito. In realtà, sono da considerare come uno dei fattori critici di successo più importante.

A differenza di tanti anni fa, oggi Google premia i siti web con contenuti ottimizzati, veloci nel caricamento e con parole chiave al loro interno.

Un esempio banale è l’ALT tag delle immagini, conosciuto anche come Alternative Title. Ogni volta che caricherai un’immagine su un sito web, dovrà sempre essere stata compressa tramite uno dei tanti siti web che trovi online, come ad esempio TinyJPG. Durante la fase di caricamento dell’immagine sul sito web, ti verrà chiesto di inserire un Titolo e un ALT tag. Nel primo caso, ti basterà inserire un titolo esemplificativo legato all’immagine stessa, nell’ALT tag potrai inserire anche alcune parole chiave (separate da una virgola e uno spazio) per utilizzarle come contenuto da indicizzare su Google.

content marketing strategy

 

RECENSIONI DEI CLIENTI

Quante volte hai cercato le recensioni di un ristorante su TripAdvisor, Google, TrustPilot…? Magari hai anche evitato di mangiare in quel ristorante con 2,5 stelle su 5,0.

I tuoi clienti ragionano nello stesso identico modo.

È dunque fondamentale iscriversi ai principali portali di recensioni per offrire massima trasparenza ai propri clienti e potenziali futuri clienti. Esistono inoltre moltissimi plugin per sincronizzare il tuo sito web con questi portali, al fine di mostrare le recensioni direttamente sulla tua Home Page.

Questa strategia è utile sia per la vendita di prodotti online (in tal caso consigliamo il portale FeedatyTrustPilot), sia per la vendita di servizi (Google, Facebook…).

Inoltre, Google comincerà ad indicizzare i tuoi contenuti legandoli alle famose “stellette” che appaiono sotto i risultati di ricerca, meglio conosciute come Rich Snippets.

google rich snippet stelle nei risultati di ricerca

 

OTTIMIZZAZIONE DEL CODICE HTML5

L’algoritmo di indicizzazione di Google cambia in continuazione.

Le caratteristiche tecniche principali che spingono Google a indicizzare il tuo sito web nel motore di ricerca sono le seguenti:

  1. velocità di caricamento
  2. codice HTML5 Responsive
  3. perfetta compatibilità dei contenuti con tutti i dispositivi
  4. ritardo di caricamento dei file Javascript
  5. combinazione dei file CSS (fogli di stile)
  6. …tutto ciò che trovi negli altri punti di questo articolo!

Puoi effettuare un’analisi completa del tuo sito web su GTmetrix.

Questo portale ti restituirà due punteggi di qualità legati al codice e ai contenuti del tuo sito web:

  • PageSpeed (velocità di caricamento)
  • Yslow (animazioni e contenuti che non permettono il caricamento veloce)

Se non sai da dove partire e stai cercando un’Azienda per l’ottimizzazione del tuo sito web, puoi rivolgerti alla Società imprendo.io

 

STRATEGIA SEO PER I CONTENUTI DEL SITO WEB

Se stai utilizzando un CMS come WordPress, ti consigliamo di sfruttare le potenzialità del plugin YoastSEO.

Grazie a questo fantastico applicativo, sarai in grado di inserire tutte le parole chiave utili alla corretta indicizzazione dei tuoi contenuti su:

  • Google Search
  • Google Maps
  • Google Shopping
  • Google Immagini
  • Google News

analisi e strategia SEO per siti web

 

UX E UI DESIGN

Cosa? Mai sentiti nominare?

Dovresti conoscerli benissimo invece.

  • UX design: User experience design
  • UI design: User Interface design

ovvero, l’ottimizzazione grafica e strutturale dei contenuti di un sito web al fine di rendere le tue pagine web il più possibile fruibili a tutti.

Perché dovrei curare l’UX e UI design del mio sito web?

Perché è fondamentale ricordarsi che non tutti gli utenti web sono degli ingegneri informatici. Un sito web, per essere veramente efficace ed efficiente, deve prevedere un utilizzo fluido e semplice da comprendere, in parole povere, deve essere alla portata di tutti.

Gli errori più comuni – spesso riportati anche dalle analisi dello strumenti di analisi di Google PageSpeed Insightsrisiede nella mancata ottimizzazione delle immagini, che finiscono con l’uscire fuori dalla larghezza massima del sito web, o addirittura vengono caricate in una risoluzione enorme rispetto a quella veramente richiesta.

Se hai bisogno di altre informazioni sull’UX e UI design, consulta questo articolo.

UX e UI design

 

MONITORAGGIO

Come posso analizzare le azioni dei miei clienti sul mio sito web?

Monitorare, monitorare, monitorare!

Esistono tantissimi tool online per monitorare le azioni che i tuoi clienti svolgono sul tuo sito web. Un esempio? Google Analytics e Google Tag Manager.

Per i siti web eCommerce, raccomandiamo anche l’utilizzo di strumenti che permettono la registrazione a video delle azioni che i tuoi clienti svolgono sul tuo sito web. Questi strumenti sono molto efficaci sia per comprendere le motivazioni legate a un possibile calo delle vendite, sia per identificare eventuali errori che l’utente riscontra in fase di ordine. Puoi visionare i seguenti siti per maggiori informazioni: SmartLook e Inspectlet.

Ricorda che gli strumenti di Google sono sempre gratuiti, al contrario degli ultimi citati che offrono dei pacchetti a pagamento in base alle tue necessità.

Monitoraggio sito web Google Analytics

 

CALL TO ACTION

Cos’è una Call To Action?

Traducendola in maniera spicciola, è una “chiamata all’azione“.

Tecnicamente, stiamo parlando della capacità di un contenuto di invitare un utente a svolgere una determinata azione sul nostro sito web.

Oggi i siti web sono densi di contenuti e forse troppo dispersivi. Per questo motivo è necessario ragionare con la mente del cliente e chiedersi…

Io riuscirei a comprendere questo contenuto? Sarei mai interessato ad acquistare questo prodotto o servizio?

La Call To Action può essere utilizzata in tanti ambiti:

  • nelle landing pages, per raccogliere il contatto di un cliente interessato a ricevere un preventivo via mail, chat o WhatsAPP;
  • nei siti web aziendali, per invitare l’utente ad acquistare un servizio online;
  • nei siti web eCommerce, per convincere l’utente ad approfittare della tua immancabile promozione legata alle feste;
  • sui Social Network, per invitare l’utente a lasciarti un commento, a mettere un Mi Piace o a compilare un form di contatto che ti permetterà di richiamarlo.

cosa è la call to action

 

ENGAGEMENT

Cos’è l’engagement?

To engage” vuol dire “impegnarsi” e, talvolta, anche “impegnarsi sentimentalmente“.

Ecco, l’engagement online è la stessa cosa. Esattamente come in una relazione amorosa, anche nelle relazioni Azienda/Clienti bisogna impegnarsi giorno per giorno per mantenere vivo il rapporto di coppia. L’unica differenza è che non avrete soltanto un partner al quale dedicare le vostre attenzioni, ma…infiniti!

Leggi di più consultando questo articolo.

cosa è l'engagement

 

 

 

HAI BISOGNO DI RICEVERE UNA CONSULENZA IN MERITO?

La Società di consulenza Marketing imprendo.io è pronta ad assisterti.

Di seguito tutti i nostri contatti:

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